domenica 19 maggio 2019

Alla Ricerca Della Magia - Una Storia Di Gardaland --- INDICE

INDICE DEI CAPITOLI


(la storia è stata scritta e completata tra  il 17 marzo 2019 e il 25 maggio 2021)

Prima stagione - Inizia l'avventura! 


CAPITOLO 1: Risveglio


CAPITOLO 2: Un drago


CAPITOLO 3: La Luna


CAPITOLO 4: Il libro


CAPITOLO 5: L'Isola Volante


CAPITOLO 6: Previsione


CAPITOLO 7: Capitan Mekkano


CAPITOLO 8: Devo dirti una cosa


CAPITOLO 9: Vecchi amici, nuove avventure


CAPITOLO 10: Falò


CAPITOLO 11: La Strega di Fuoco


CAPITOLO 12: Voglia di vivere (Parte 1)


CAPITOLO 12: Voglia di vivere (Parte 2)





Seconda stagione - Gli elementi dello Scettro

CAPITOLO 13: Rio Bravo


CAPITOLO 14: Lo sceriffo


CAPITOLO 15: Adattarsi


CAPITOLO 16: Il Nido


CAPITOLO 17: Chiamata


CAPITOLO 18: Ritorno


CAPITOLO 19: Scambio (Parte 1)


CAPITOLO 20: Scambio (Parte 2)


CAPITOLO 21: La Sequoia del MagiGiro (Sequoia Magic Loop)/Confessione


CAPITOLO 22: Re Indiscusso



Terza stagione - Un'antica magia


CAPITOLO 23: Ostacolo


CAPITOLO 24: Requiem


CAPITOLO 25: Turbamenti

CAPITOLO 26: Trappole 

Alla Ricerca Della Magia - Una Storia Di Gardaland --- CAPITOLO 5: L'Isola Volante

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CAPITOLO 5: L’Isola Volante (Flying Island)

Nel vuoto del libro Aida rifletteva. Era ovvio come funzionasse il tomo incantato: alla sua apertura la ragazza sarebbe stata liberata temporaneamente, ma alla chiusura del volume la maga sarebbe tornata ad essere imprigionata.

Si chiedeva se ci fosse un modo per tenere il libro aperto almeno per il tempo necessario per recuperarlo dalle mani di Elizer o Jackie e poi poter fuggire. Almeno sperando che i suoi avversari non avessero altre sorprese che ostacolassero questo piano…

Mentre era immersa in questi pensieri si addormentò.



Fu svegliata tempo dopo da una voce femminile che la chiamava per nome e la invitava a raggiungerla. Era la voce di Aurora! Per qualche motivo ora i piedi di Aida poggiavano per terra, come se ci fosse una forza di gravità che prima non c'era mai stata nel vuoto del libro. Approfittando di questo la ragazza cominciò a correre verso la voce chiamando a sua volta il nome di Aurora.
Ad un certo punto la vide, in lontananza, con i suoi lunghi capelli blu: Aurora! La ragazza riprese a correre ancora più veloce, ma… una forza misteriosa la tratteneva e la trascinava, lentamente ed inesorabilmente. Aida si voltò per vedere cosa fosse che la stava attirando ed ecco: un vortice di energia scuro e minaccioso, un buco nero! Ogni  tentativo di resistergli era inutile e la maga si stava avvicinando sempre di più all'oscurità. Aurora era sparita dall’orizzonte, nemmeno lei avrebbe potuto salvare Aida ora.

Era davvero la fine.

Lo sapeva.



Aida si svegliò di soprassalto. Per fortuna era stato solo un incubo, ma purtroppo si trovava ancora nel vuoto del libro.

Aveva aperto gli occhi da poco ed il volume venne riaperto.

Non era più nella S.P.A.C.E. Vertigo, ma all'aperto, in una foresta di abeti. Faceva freddo, probabilmente si trovavano in alto sul monte.
Oltre a lei c'erano Elizer, Jackie (che stava tenendo il libro) e una ventina di altri collaboratori, tutti con una divisa arancione su cui si leggeva “TASK FORCE“ ed una maschera antigas sul volto. Oltre a questi c'era un avvoltoio robotico, l'uccello meccanico che precedentemente aveva sottratto alla maga la bacchetta, appollaiato su un albero.

Il capo dell'organizzazione, Elizer, ordinò ad Aida di mettersi in fretta una maschera antigas ed un paio di guanti che erano stati messi a terra per lei: - In questa foresta – spiegò – si annida una sorgente di terribili virus alieni. In realtà sarebbero dei parassiti pluricellulari e non virus, ma ormai i seleniti li chiamano così. Non sappiamo esattamente come si trasmettano alle persone e tra le persone, quindi prendiamo tutte le precauzioni possibili.
L'obiettivo della nostra missione – continuò lo scienziato - è recuperare il Pipedom, che permette di viaggiare nel tempo. Con esso vogliamo tornare al passato, prima che l'epidemia diventasse un’emergenza, quando ancora si poteva prevenire. Ormai il problema è stato contenuto, ma le vittime dei primi anni sono state molte, quindi vogliamo tornare indietro nel tempo a salvarle. Costi quel che costi!

Aida si mise i guanti e la maschera. A un cenno dello scienziato l’avvoltoio riportò ad Aida la sua bacchetta magica. – Niente scherzi! – tuonò il capo della task force - Ora dovrai rivolgerti a quell'albero, quello bianco, e pronunciare l’incantesimo che è scritto sulla sua corteccia. Apparirà l’Isola Volante, il santuario degli antichi maghi seleniti. Solo un mago può farla apparire e solo un mago può entrarvi. Vai e prendi il Pipedom, che troverai nel tempio. Dopo ti libereremo.

Aida pensò di non avere scelta. Fece ciò che aveva detto Elizer. Pronunciò a fatica la formula magica, scritta in un vecchio dialetto selenita. Ed apparve…
L'Isola Volante - da mapio.net

L'Isola Volante era un grande edificio bianco a forma disco che fluttuava a decine di metri dal terreno. Una fune permetteva di raggiungere il tempio. Di norma il santuario era invisibile, la formula magica serviva per farlo apparire e per far calare la corda.

Non avendo scelta, la maga cominciò a salire la fune. Una grande fatica, saranno stati una cinquantina di metri da percorrere!

Arrivata in cima era esausta. Ma il pensiero che dopo sarebbe stata libera le diede rinnovata energia.
Entrò nell'edificio.

All'interno vi era un'unica sala, immensa, rotonda e bianca. Lungo le pareti correva uno stretto pavimento. Al centro della stanza vi era un enorme buco, che non dava sull'esterno, ma su una voragine nera di cui era impossibile percepire i limiti laterali e non se ne vedeva il fondo.
Fluttuante al centro del buco c'era un altare con sopra uno scrigno bianco. Dentro allo scrigno c'era sicuramente il Pipedom!

Aida scorse scritta sulle pareti un'altra formula magica. La pronunciò e comparve una barchetta a remi, anch'essa fluttuante. Vi salì e remò fino all'altare, navigando tranquilla come se fosse stata su un lago calmo.

Arrivata allo scrigno lo aprì e… sorpresa! Nello scrigno non c'era nulla se non un rivestimento in tessuto arancione ed un biglietto su cui era scritto:

“Prendo in prestito il Pipedom.
Lo riporterò presto.
Aurora”

La ragazza non sapeva più che fare. Stava per andare nel panico.
Fece dei respiri profondi. Si calmò. 
Tornata in sé decise di tornare da Elizer e spiegargli la situazione.

Ridiscese la corda e tornò dagli esploratori. Come ebbe messo piede a terra l'Isola Volante scomparve.

- Me lo hai portato? – chiese Elizer ansioso.
- Purtroppo no, qualcuno lo ha preso prima di me… - rispose la maga.
- Mi stai prendendo in giro! Jackie, chiudi il libro!

Aida non aveva alcuna intenzione di tornare là dentro e tentò il tutto per tutto: lanciò la sua bacchetta verso il tomo in modo che si incastrasse in esso come un segnalibro così che il volume non potesse essere chiuso completamente. E poi cominciò a correre verso Jackie che teneva il libro tra le mani.
Per fortuna il piano aveva funzionato e aveva dato ad Aida il tempo di cogliere di sorpresa l’esploratrice per riuscire a strappare di mano il tomo.

Aida poi fuggì più veloce che poteva, col libro sotto il braccio, inseguita dagli esploratori. Purtroppo non poteva usare la magia per fermarli perché la bacchetta le serviva per non far chiudere il volume.

Era una ragazza veloce ed agile e riuscì a seminarli.

Si fermò un attimo a riposare dietro un albero. All'improvviso l’avvoltoio robotico di Elizer la attaccò e stava per prenderle il libro quando un lampo di luce apparso dal nulla investì l'uccello, paralizzandolo e facendolo cadere a terra.

Qualcuno mise una mano sulla bocca di Aida per non farla parlare.
- Fai silenzio o ci scopriranno!

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venerdì 10 maggio 2019

Alla Ricerca Della Magia - Una Storia Di Gardaland --- CAPITOLO 4: Il libro

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CAPITOLO 4: Il libro

Aida decise di andare dagli esploratori per chiedere di potersi unire a loro. Pensava di aver già disturbato abbastanza il bibliotecario. Egli la salutò, ma prima le chiese il suo nome, affermando di odiare il fatto di non sapere come si chiamassero le persone con cui parlava. La maga si presentò, mentre l'uomo disse di chiamarsi Elizer.
Dopodiché Aida si diresse verso l'uscita della biblioteca.

Non visto, il bibliotecario estrasse da un cassetto un libro. Un libro incantato! Lo aprì e pronunciò il nome di Aida, la quale venne risucchiata da una strana forza e rinchiusa dentro al libro.

Ovviamente Aida era terrorizzata! Si trovava in un luogo completamente bianco, apparentemente senza confini. Non c'era un sopra e un sotto, la ragazza fluttuava in quello spazio vuoto.

Chiamò aiuto, sperando che qualcuno la sentisse. Niente.

Provò ad usare il cercapersone di Prezzemolo. Nulla.

Cercò di fare un incantesimo che la portasse fuori da lì, ma scoprì che non poteva fare magie lì dentro.

Era la fine? Cosa aveva fatto per meritarsi questo? Che stava succedendo?

Dopo un tempo indefinibile, probabilmente ore, durante il quale aveva cercato inutilmente di escogitare una strategia di fuga, Elizer aprì il libro e le permise di uscire.

Aida era furiosa e impugnò la sua bacchetta magica per lanciare un incantesimo contro il bibliotecario, ma questi richiuse il libro prima che la maga potesse pronunciare la formula. Così la ragazza si ritrovò nel luogo bianco ed infinito.

Vi restò per pochi secondi questa volta perché l'uomo riaprì subito il libro. Come Aida ebbe i piedi per terra un uccello meccanico le rubò la bacchetta e la consegnò al bibliotecario. Aida notò che non si trovavano più nella biblioteca.

- Cosa vuoi da me? – gridò la maga ad Elizer.
- Voglio assicurarmi che non mi scapperai e che mi aiuterai a trovare il Pipedom. Tu ora sei mia prigioniera, ti posso rinchiudere a mio piacimento in questo libro! E domani andremo alla ricerca del Pipedom. Se lo troveremo ti lascerò andare.

Aida avrebbe voluto ribattere, ma il tomo venne chiuso di nuovo e lei dentro di esso.

Passarono ore. Era disperata. Pianse.

Finalmente qualcuno aprì il libro. Lei era pronta a prendere a pugni il bibliotecario, ma fu sorpresa di non trovare lui, bensì una ragazza con una tuta arancione. Non importava, era sicuramente alleata con Elizer, quindi la maga decise di attaccarla per prendere il tomo e fuggire.

Tuttavia nella breve colluttazione il libro cadde a terra richiudendosi.

La sconosciuta riaprì il libro, ma questa volta si mise a una buona distanza per evitare di essere colpita da Aida.

- Calmati, ti prego!  E fa' silenzio! – disse l'altra ragazza sottovoce – voglio solo darti da mangiare…

Sempre tenendo qualche metro di spazio tra lei e Aida, lanciò alla maga una bottiglietta d'acqua ed un pezzo di pane.

- E tu chi sei? Cosa volete tutti da me? – gridò la maga.
- Shhh… fa’ silenzio altrimenti mi scoprono! Io sono Jackie e sto collaborando con Elizer per un importante progetto...
- Dove siamo?
- Zitta! Siamo nella S.P.A.C.E. Vertigo, la Sede Pianificata per l'Addestramento Cosmico degli Esploratori presso il monte Vertigo. Cerchiamo un modo per viaggiare nel tempo. – spiegò Jackie con calma.
- Ma io cosa c’entro in tutto questo? Cosa mi avete fatto? - chiese Aida disperata.
- Penso che Elizer ti veda come una risorsa… ed una minaccia, per qualche motivo. Devi fidarti di Elizer, ha dei modi un po' bruschi a volte, ma sa quello che fa…
- … dei modi bruschi… - la maga rise sarcastica – questi li chiami “modi bruschi"? Mi ha rapita!
- A volte quello che passa per la testa di uno scienziato lo sa solo quello scienziato. Ora prendi quel pane e quell'acqua, non ho molto tempo!

Non capendo, Aida fece quello che aveva detto la ragazza. Poi Jackie richiuse il libro.

Passarono alcune ore prima che quel tomo venisse riaperto.

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martedì 7 maggio 2019

Alla Ricerca Della Magia: Una Storia Di Gardaland --- CAPITOLO 3: La Luna

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CAPITOLO 3: La Luna

Aida voleva sapere cosa stava succedendo, quindi decise di partire per la Luna.
Raccolse le sue cose (una bacchetta magica, il foglietto con la lista ed una borraccia) e salutò Prezzemolo, che si era preso cura di lei. Il drago sarebbe rimasto nella sua casa albero perché attendeva visite, ma le diede un cercapersone per contattarlo in caso di bisogno.

Aida si diresse quindi alla stazione di Toy Town per prendere il Funny Express in direzione dello Spazioporto Mammut. Sarebbe stato un lungo viaggio per arrivare fino al Polo Nord.

Salì sul treno. Non c'era praticamente nessuno oltre a lei. Poco dopo la partenza si addormentò cullata dal moto del vagone.

- Luci gialle. Fuoco. Alberi. Buio. –

Si svegliò a terra. Aveva fatto di nuovo quel sogno…

Non ebbe tempo di pensarci troppo perchè sentì suonare una campanella: era l'ultima fermata, il Polo Nord.

Scese dal treno e si diresse verso l'edificio accanto alla stazione: lo Spazioporto Mammut. Da fuori era un edificio di metallo, grosso e grigio. Una specie di gigantesca lattina sdraiata. I razzi che partivano da qui avevano la forma di un treno, con la differenza che, ovviamente, potevano volare ad alta velocità.

Per farli partire era stato elaborato un particolare stratagemma: questi veicoli venivano posti su dei binari in salita, poi venivano accesi i motori e la salita-decollo veniva aiutata da una catena trainante molto potente. In pratica la spinta era data dai motori e dall’”effetto fionda” fornito dalla catena, mentre i binari permettevano di direzionare il lancio verso il cielo e lo spazio.
Razzi a forma di treno - da rollercoasterrevolution.eu

Aida entrò nello Spazioporto. Se il treno con cui era arrivata lì era quasi vuoto, lo Spazioporto era molto affollato.

La maga si fece strada verso il binario 15, diretto alla Luna. Ormai poca gente andava sul satellite e quindi a quella tratta era stato dedicato un veicolo piuttosto piccolo, giusto per una trentina di passeggeri. In ogni caso, quel giorno sarebbe bastata meno della metà dei posti in quanto l'unica viaggiatrice era proprio Aida.
Vista la situazione il pilota le proposte di fargli compagnia nella cabina di pilotaggio. Era un panda paffuto che sembrava simpatico. Aida accettò la proposta e prese posto accanto a lui.
Il panda Bambù - da nicolabianchini.it

Il panda si presentò: - Mi chiamo Bambù!
Anche Aida si presentò.
- Sai – riprese Bambù mentre accendeva i motori – Ho costruito io questo razzo. È una delle invenzioni di cui vado più fiero!
- Sei un ingegnere? – chiese Aida. Si stavano avvicinando alla rampa di lancio.
- Non proprio, mi piace di più definirmi un inventore. Invento cose come hobby, quando non sto guidando razzi. Ora tieniti forte!

3, 2, 1… DECOLLO!

Il razzo partì a forte velocità. Il cielo si avvicinava sempre di più e in poco tempo l'orizzonte da azzurro divenne sempre più scuro fino a diventare completamente nero punteggiato di stelle o chissà quali astri. Dritto davanti al razzo, la Luna, bellissima, si faceva sempre più vicina.

Dopo alcune ore atterrarono. Bambù informò Aida: - Ora devo tornare sulla Terra, tornerò fra 20 ore.
La maga non sapeva quanto si sarebbe trattenuta, ma ringraziò per l'informazione.

Aida uscì all'esterno, sulla Luna. Il Sole picchiava fortissimo. Si trovava nella capitale della Luna, Selene. I seleniti per strada erano pochi e frettolosi, tutti vestiti di arancione.
La maga si diresse verso una biblioteca, un edificio bianchissimo come tutti gli edifici della città. Entrò e chiese aiuto per trovare informazioni sul Pipedom, in particolare su dove si trovasse, pensando che dovunque fosse stato il Pipedom, lì avrebbe trovato Aurora.

Il bibliotecario era un tipo particolare. Senza capelli, aveva una benda su un occhio. Era magro, ma basso. Era vestito di arancione come era tipico tra i seleniti.

- Il Pipedom! – esclamò lui – È molto che non ne sento parlare. È un oggetto leggendario, per alcuni non esiste neanche! Si dice che permetta di fare viaggi nel tempo! Ammesso che esista, dovrebbe trovarsi nel monte Vertigo, oltre il Deserto dei Crateri. Spero che tu abbia un mezzo per arrivarci, perché a piedi sarebbero diversi giorni di cammino.

Aida non aveva un mezzo, ovviamente. Il bibliotecario si offrì di portarla lui stesso oltre il Deserto dei Crateri col suo fuoristrada, dopo l'orario di chiusura della biblioteca.
In alternativa, le disse, un gruppo di esploratori sarebbe partito da lì a poco per fare delle ricerche al monte Vertigo, magari Aida avrebbe potuto chiedere di unirsi a loro nel viaggio.

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giovedì 25 aprile 2019

Alla Ricerca Della Magia - Una Storia Di Gardaland --- CAPITOLO 2: Un Drago

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CAPITOLO 2: Un Drago

- Ti sei svegliata finalmente!

La ragazza si voltò di scatto verso quella voce. Aveva sobbalzato per la sorpresa, ma quella voce era tutt'altro che spaventosa o minacciosa. Era invece amichevole e quasi rassicurante, oltre che in qualche modo familiare.

Il proprietario di quella voce era un drago verde con un ciuffo di “capelli" rossicci e le orecchie gialle. Le porgeva una tazza di un intruglio caldo.

Il drago Prezzemolo - da Cralsanitapd.org

- Vuoi un po' di Tè? – le chiese. La ragazza accettò.
Era ancora confusa. Quindi chiese al drago chi fosse e se la conosceva.
A questa domanda il drago sembrò molto sorpreso, ma con pazienza si presentò.

- Non ricordi proprio nulla?
- Niente niente… neanche il mio nome…
- Va bene. Io sono Prezzemolo e ci conosciamo da molto tempo. Tu sei Aida, sei una maga apprendista di Aurora, la mia fidanzata. Ieri mattina ti ho trovata qua fuori da casa mia svenuta, quindi ti ho portata dentro ed ora ti sei svegliata. Non so quanto tempo tu sia stata qua fuori. Avevi delle bruciature e vicino a te avevi i resti di quella che doveva essere stata una scopa…

Aida… il suo nome era Aida…

- Comincio a ricordare qualcosa – disse Aida a Prezzemolo – stavo facendo qualcosa, avevo una sorta di missione... Dov'è Aurora?
- Aurora è lontana, sulla Luna. Sta cercando una cosa che si chiama "Pipedom"…
- Pipedom?!

Aida mostrò il foglietto che aveva trovato. La prima parola appuntata era proprio “Pipedom".

Chiese al drago se sapeva qualcosa di quella lista. Prezzemolo non sapeva nulla, ma  immaginava che avesse qualcosa a che fare con una visione funesta che aveva avuto Aurora tempo prima. Propose di uscire a cercare la parte mancante della lista.

Fuori dalla casa-albero di Prezzemolo c'era un giardino ben curato. In un angolo c'era la scopa di Aida, distrutta e bruciacchiata. Cercando bene alla fine trovarono l'altro pezzo del foglietto.

Ricomponendolo l'elenco diventava un po' più chiaro: 

“- PIPEDOM
- SQUAMA DI DRAGO
- OCCHIO DI QUADESH
- GUSCIO D'UOVO DI RAPTOR
- ACQUA DELLA FONTE DELLA GIOVINEZZA“

Aida e Prezzemolo erano d'accordo sul fatto che sembrasse una lista di ingredienti per qualcosa.

Prezzemolo staccò una squama dalla sua coda: - Ecco! Una cosa ce l'abbiamo!

Aida era in dubbio. Forse chiedere spiegazioni ad Aurora sarebbe stata la cosa migliore da fare. Oppure potrebbe essere il caso di procurarsi un altro ingrediente, magari una cosa semplice come l'acqua della Fonte della Giovinezza.
Aveva una decisione da prendere...

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LUDPAT IN AZIONE: EPISODIO 4 - UNA NUOVA MAGIC HOUSE PER GARDALAND

*For non-Italian-speaking readers, I'm sorry, but I'm not going to translate this because it requires very specific knowledge of the Italian theme park Gardaland*

Ispirato da un recente post su un forum (quello del 23 aprile 2019 alle 16:52) faccio le mie proposte per un restyling (o sarebbe meglio dire una ristrutturazione con pochi cambiamenti) della MAGIC HOUSE.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando o volesse rinfrescarsi la memoria, a questo link (attenti agli SPOILER!) potete farvi un'idea dall'attrazione come è oggi. 

MAGIC HOUSE: UNA NUOVA MAGIA
Da Theme Park Review
1. Il gruppo di visitatori viene radunato nel "recinto" dopo il tornello. C'è un nuovo, grosso videocitofono vicino all'entrata dell'ascensore. Un cast member prende un bambino a caso dal gruppo e gli fa citofonare a Prezzemolo. La storia di base è che stiamo facendo una visita a sorpresa al drago.
Il padrone di casa è felicissimo di ricevere visite e ci invita a prendere un tè. Poi prendiamo l'ascensore. 

[Questo piccolo cambiamento nella storia l'ho introdotto perché dopo quasi 20 anni non ci crede più nessuno alla storia della "nuova casa"!]

2. Nell'ascensore potremmo aggiungere un pulsante da far premere ad un visitatore, come proponeva il post che ha ispirato questo articolo. Poi aggiungiamo degli effetti di mapping sulla faccia del Mago e un audio un po' migliore. Il discorso del Mago non viene cambiato (o non in modo significativo), la storia della "casa segreta" rimane la stessa.

3. Nel preshow con Prezzemolo l'animatronic viene migliorato almeno aggiungendo le palpebre (capirete dopo). Viene aggiunto davanti alla sua poltrona un tavolino con una grossa teiera e due o tre grandi tazze da tè. Di fianco a Prezzemolo viene messo un grosso specchio. 
Da viaggi.hdmagazine.it
Mentre Prezzemolo parla di "fenomeni strani" cade una mensola, un (nuovo) quadro ruota su se stesso e infine si accende la radio (trasmettendo casualmente una canzone del parco distorta o con "trasmissione disturbata").
A questo punto Prezzemolo dice qualcosa come "vedete? Anche la radio si è accesa da sola, non la ho accesa io!". 

Risponde il Mago, che appare nello specchio dicendo che è stato lui. Le luci si abbassano con un rumore di fulmine. Il Mago fa poi addormentare Prezzemolo con un incantesimo (ora capite perché l'animatronic deve avere le palpebre?) che possiamo "vedere" sprigionarsi dallo specchio e raggiungere il drago con un effetto di proiezioni o di luci.

Addormentato Prezzemolo, il Mago fa un discorso simile a quello attuale e nel frattempo si sposta sui muri tramite proiezioni (la sorgente dell'audio segue le proiezioni).
Alla fine torna nello specchio e con un'altra magia fa ruotare il candelabro mentre sulle pareti appaiono dei fulmini. 

4. La sala del main show viene sistemata. Le finestre hanno la possibilità di cambiare colore. Vengono aggiunti effetti di mapping per quando apparirà il Mago.
Da Gardaland.it
Se in generale qui l'esperienza non cambia particolarmente, quello che cambia è la possibilità di assistere a diverse versioni. 2, 3, 4 versioni con diversa musica e diverso schema di colori nelle luci (i faretti vari e le luci alle finestre).
Anche il Mago potrà fare discorsi diversi. 

In particolare ho pensato a 3 possibilità:
A. Il Mago si sente festaiolo, le luci sono multicolore e la musica è allegra.
B. Il Mago è arrabbiato perché non crediamo che sia veramente potentissimo. Luci rosse e musica più minacciosa (la musica della seconda versione della Magic House dovrebbe andare bene).
C. Il Mago condivide con noi la sua magia sperando di stupirci, in modo divertito, ma solenne. Luci blu e verdi e musica "mistica" (prima versione di Magic House).

5. Post show come l'attuale. Cioè, viene rimesso e viene data a tutti i gruppi di visitatori la possibilità di assistervi.

Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche la mia variazione proposta per Halloween, MAGIC HOUSE OF MADNESS!

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mercoledì 17 aprile 2019

Alla Ricerca Della Magia - Una Storia Di Gardaland --- CAPITOLO 1: Risveglio

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CAPITOLO 1: Risveglio

- Luci gialle. Fuoco. Alberi. Buio. -

Si svegliò di soprassalto. Sudava. Tanto. Aveva un forte mal di testa. Anzi, aveva male ovunque.

Si guardò attorno. “Strano…” pensò “non ricordo questo posto…".

Si trovava in un salotto, adagiata su un divano rosso. Le pareti erano in legno. Al centro della stanza c'era un tavolino, sempre di legno, con sopra una damiera. Lungo le pareti campeggiava un grosso camino. C'era una sedia a dondolo sulla quale era appoggiato un mantello nero. Altri mobili erano addossati alle pareti. Numerosi soprammobili come tre bambole, una radio, un vaso di fiori completavano l'arredamento.

La ragazza si mise a sedere con fatica. Era confusa, ma non tanto perché non le era familiare quel luogo, bensì perché non riusciva a ricordare niente di sé. Non ricordava chi fosse, nemmeno il suo nome, né cosa potesse star facendo lì. Era forse casa sua?

Ricordava – o era solo un sogno? – solo delle luci gialle, del fuoco e degli alberi. Poi più nulla.

Cercò indizi su se stessa guardandosi: indossava una camicia bianca e, sopra questa,  un maglione grigio scuro. Aveva una gonna nera.
Notò di avere un foglietto di carta nella mano, tutto accartocciato. Lo aprì per cercare di leggere qualcosa che le accendesse qualche ricordo.
Purtroppo il foglietto era strappato, ma poteva intuire che vi fosse appuntato una specie di elenco.
 ...una specie di elenco...

C'era scritto:
“- PIPEDOM
- SQUAMA DI
- OCCHIO D
- GUSCIO
- AC"

Niente. Niente di utile per ricordare qualcosa.

Mentre era immersa in questi pensieri udì una voce: - Ti sei svegliata finalmente!

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